Esistono molti tipi di peperoncino, tutti hanno la fama di vivacizzare
le pietanze e tutti non possono essere coltivati con temperature
inferiori ai 15 C. Semina e germoglio
:
Per seminare il peperoncino in vaso: prendi un vaso, riempilo con del terriccio piuttosto fine, poggia i
semi al naturale e coprili con uno strato di terriccio di circa 1 cm,
mezzo cm se già germogliati con lo sprout box. Bagna il terreno facendo
attenzione a non danneggiare i semi.
Se il seme era stato trattato con il metodo dello "Sprout box"
dopo pochi giorni vedrai spuntare le prime foglioline, mentre dovrai
attendere non meno di 15-20 giorni per vedere la piantina spuntare in
superficie.
La crescita:
Se la semina avviene in periodi freddi, meglio tenere il vaso dentro
casa, ma in ogni periodo, appena dopo la germinazione e la presenza di
foglioline in superficie, il peperoncino necessita di molta luce
solare.
La pianta ha bisogno di irrobustirsi se ciò non avviene
morirà.
martedì 1 gennaio 2013
Coltivare peperoncino piccante
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Coltivare girasoli
Pianta maestosa e altamente decorativa, il girasole è facile ed economico da coltivare in vaso, già a partire dalla fase della semina.
Si adatta facilmente a diversi ambienti, ma l’importante è che il sole
colpisca con i suoi raggi il punto dove posizioneremo il vaso. Esistono
diverse varietà di questa pianta, dal girasole nano a quello gigante: scegliamo il tipo di girasole in base allo spazio che abbiamo a disposizione per coltivarlo. Un girasole nano avrà bisogno di un vaso più piccolo rispetto a quello necessario per uno gigante.
Non è necessario avere il cosiddetto pollice verde per decorare e colorare i nostri spazi esterni con questa pianta solare e allegra, l’importante è seguire qualche piccolo accorgimento e il girasole si adatterà facilmente alle condizioni ambientali in cui lo faremo crescere.
Non è necessario avere il cosiddetto pollice verde per decorare e colorare i nostri spazi esterni con questa pianta solare e allegra, l’importante è seguire qualche piccolo accorgimento e il girasole si adatterà facilmente alle condizioni ambientali in cui lo faremo crescere.
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Coltivare Orchidee
Com’è fatta:
si sviluppa da pseudobulbi allungati, dai quali si dipartono le foglie
nastriformi. In primavera o in autunno tra le foglie nasce un esile
fusto eretto, lungo fino a 40 cm, con numerosi bocci (3-7 fiori) che si
aprono in successione. Esistono esemplari a fiori piccoli, medi e
grandi, di un solo colore o variegati, gialli, rossi, rosa o bianchi.
Dopo la fioritura, si può recidere il fusto che portava i fiori e sotto
il fusto si sviluppa un nuovo pseudobulbo.
Dove metterla: accanto a una finestra esposta a est, sud o ovest, con buona illuminazione, ma assolutamente al riparo dai raggi solari diretti.
Coltivazione:
da marzo a settembre va tenuta a 18-20 °C; nei restanti mesi è
preferibile una temperatura più fresca (10-15 °C). Ama avere intorno un
microclima umido, il fondo del vaso non deve però essere a contatto con
l'acqua. Nel periodo vegetativo annaffiate regolarmente ogni settimana,
meglio per immersione, e concimare ogni 25-30 giorni con un prodotto
specifico per orchidee. Nei mesi freddi bagnate una volta al mese o meno
se la pianta è in una stanza fresca. Quando i nuovi pseudobulbi si sono
sviluppati, la pianta deve andare a riposo: si sposta in luogo fresco,
riducendo le annaffiature per 2-3 mesi, in modo da favorire la
formazione di un nuovo fusto e la successiva fioritura.
Contenitore e substrato:
qualunque contenitore è adatto. Il substrato deve
essere soffice e ben aerato, per esempio a base di cortecce , pezzetti di fibra di cocco o di osmunda, torba di sfagno. Il
rinvaso, se necessario, si effettua dopo la
fioritura.
I suoni nemici sono: la cocciniglia
cotonosa, da combattere con gli appositi prodotti anticocciniglia; i
marciumi radicali provocati da un eccesso d’acqua.
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Benefici del finocchio
O lo si ama o lo si odia: il suo particolare sapore non permette mezze misure. Nel nostro paese, comunque, il
finocchio è soprattutto amato: tra i principali consumatori mondiali,
gli italiani sono anche i maggiori produttori.
Oltre che per il sapore, il finocchio è apprezzato perché è salutivo. Si può usare come pianta medicinale per la digestione, come afrodisiaco, come antidoto ai morsi di serpente.
C'è finocchio e finocchio
Pianta erbacea originaria dei paesi mediterranei, il finocchio appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Tra le leggere foglioline, simili al fieno, in estate spuntano ariose ombrelle di fiorellini gialli. Tutta la pianta è commestibile, ma le parti più apprezzate sono la grossa guaina a grumolo bianco.
La prima distinzione è tra quello dolce, di cui si mangiano le grosse guaine bianche e carnose, e quello amaro o selvatico, di cui si impiegano i germogli e le foglioline.
Ortaggio digestivo e… femminile
Il finocchio è uno degli ortaggi meno calorici in assoluto. Contiene invece abbondante vitamina C e numerosi sali minerali quali potassio, magnesio e ferro. Il suo caratteristico aroma e le virtù rinfrescanti dipendono da un olio essenziale, l'anetolo, che trova impiego nella preparazione di liquori. Altamente raccomandato per migliorare la digestione e per disintossicare grazie al potere diuretico. E se avete la congiuntivite, un impacco con decotto di finocchio applicato sugli occhi lenisce il fastidio.
Il finocchio è, soprattutto, l'ortaggio delle donne: di quelle che allattano: è galattagogo, cioè in grado di aumentare la produzione di latte, aiuta la digestione della mamma e del neonato lasciando inalterato il sapore del latte materno. L'essenza di finocchio migliora il tono dell'umore, spesso altalenante nelle neomamme, e offre un'ottima maschera per la pelle stanca e tirata. Ma nemmeno le altre donne dovrebbero privarsene: è infatti ricco di fitoestrogeni, che aiutano a ridurre i disturbi della menopausa e della sindrome premestruale.
Dai semi alle foglie
I frutti del finocchio, impropriamente chiamati semi, sono una delle parti più note della pianta: si utilizzano per speziare liquori e vino caldo, per aromatizzare ciambelle e biscotti, salumi, castagne, olive nere e fichi secchi. Per raccoglierli si fanno seccare le “ombrelle” raccolte in mazzetti e quindi si battono per far uscire i frutti che devono essere poi ripuliti dai gusci. Altamente digestivi, vengono spesso abbinati a carni grasse, poiché riescono a renderle più digeribili. Masticarli a fine pasto è un ottimo metodo contro l'alitosi. In alternativa, si può preparare un vero e proprio dentifricio rinfrescante, pestando i semi di finocchio e mescolandoli ad argilla verde. Le proprietà digestive vengono esaltate se si impiegano i semi per preparare un tè aromatico o un macerato con il vino bianco.
Oltre ai semi, anche fiori e foglie del finocchio trovano impiego: in cucina si utilizzano freschissimi, sminuzzati per insaporire minestre, pesce, insalate, salsine e formaggi; in cosmesi si tritano e si aggiungono a yogurt bianco per preparare un latte detergente depurativo e astringente per le pelli grasse.
Oltre che per il sapore, il finocchio è apprezzato perché è salutivo. Si può usare come pianta medicinale per la digestione, come afrodisiaco, come antidoto ai morsi di serpente.
C'è finocchio e finocchio
Pianta erbacea originaria dei paesi mediterranei, il finocchio appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Tra le leggere foglioline, simili al fieno, in estate spuntano ariose ombrelle di fiorellini gialli. Tutta la pianta è commestibile, ma le parti più apprezzate sono la grossa guaina a grumolo bianco.
La prima distinzione è tra quello dolce, di cui si mangiano le grosse guaine bianche e carnose, e quello amaro o selvatico, di cui si impiegano i germogli e le foglioline.
Ortaggio digestivo e… femminile
Il finocchio è uno degli ortaggi meno calorici in assoluto. Contiene invece abbondante vitamina C e numerosi sali minerali quali potassio, magnesio e ferro. Il suo caratteristico aroma e le virtù rinfrescanti dipendono da un olio essenziale, l'anetolo, che trova impiego nella preparazione di liquori. Altamente raccomandato per migliorare la digestione e per disintossicare grazie al potere diuretico. E se avete la congiuntivite, un impacco con decotto di finocchio applicato sugli occhi lenisce il fastidio.
Il finocchio è, soprattutto, l'ortaggio delle donne: di quelle che allattano: è galattagogo, cioè in grado di aumentare la produzione di latte, aiuta la digestione della mamma e del neonato lasciando inalterato il sapore del latte materno. L'essenza di finocchio migliora il tono dell'umore, spesso altalenante nelle neomamme, e offre un'ottima maschera per la pelle stanca e tirata. Ma nemmeno le altre donne dovrebbero privarsene: è infatti ricco di fitoestrogeni, che aiutano a ridurre i disturbi della menopausa e della sindrome premestruale.
Dai semi alle foglie
I frutti del finocchio, impropriamente chiamati semi, sono una delle parti più note della pianta: si utilizzano per speziare liquori e vino caldo, per aromatizzare ciambelle e biscotti, salumi, castagne, olive nere e fichi secchi. Per raccoglierli si fanno seccare le “ombrelle” raccolte in mazzetti e quindi si battono per far uscire i frutti che devono essere poi ripuliti dai gusci. Altamente digestivi, vengono spesso abbinati a carni grasse, poiché riescono a renderle più digeribili. Masticarli a fine pasto è un ottimo metodo contro l'alitosi. In alternativa, si può preparare un vero e proprio dentifricio rinfrescante, pestando i semi di finocchio e mescolandoli ad argilla verde. Le proprietà digestive vengono esaltate se si impiegano i semi per preparare un tè aromatico o un macerato con il vino bianco.
Oltre ai semi, anche fiori e foglie del finocchio trovano impiego: in cucina si utilizzano freschissimi, sminuzzati per insaporire minestre, pesce, insalate, salsine e formaggi; in cosmesi si tritano e si aggiungono a yogurt bianco per preparare un latte detergente depurativo e astringente per le pelli grasse.
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Coltivare la carota
La carota, è coltivabile in tutti i periodi dell'anno, a patto
che non se ne forzi la produzione nello stesso appezzamento per troppo
tempo. Una volta scelto il luogo e il terreno
più adatto, è necessario seguire pochi consigli per ottenere un buon
prodotto lungo i dodici mesi. Ecco tutti i
consigli per coltivare la carota anche negli orti casalinghi.
Operazioni colturali
La carota richiede una buona e profonda preparazione del suolo per ottenere un terreno soffice e sminuzzato. Se si opera in zone particolarmente ventose e per evitare pericoli di formazione di crosta sarebbe meglio zappare il terreno con film plastici.
La carota richiede una buona e profonda preparazione del suolo per ottenere un terreno soffice e sminuzzato. Se si opera in zone particolarmente ventose e per evitare pericoli di formazione di crosta sarebbe meglio zappare il terreno con film plastici.
Per ostacolare lo sviluppo di infestanti si opera
regolarmente la sarchiatura manuale o meccanica degli interfilari, che
migliora anche il passaggio di aria nel suolo e interrompe la risalita
capillare dell’acqua. Ciò permette anche di limitare le perdite per
evaporazione.
Se necessario si esegue anche la rincalzatura delle
piante quando le radici fuoriescono dal terreno, per impedire che
assumano una colorazione verde a livello del colletto.
Messa a dimoraGrazie alla presenza di più varietà, la carota può essere coltivata durante tutto l’anno. I tempi di semina sono:
- gennaio-marzo per le precoci;
- aprile-maggio per le semiprecoci;
- da fine agosto a tutto ottobre per le tardive.
- gennaio-marzo per le precoci;
- aprile-maggio per le semiprecoci;
- da fine agosto a tutto ottobre per le tardive.
Le semine in pieno campo si possono effettuare
quando le temperature si stabilizzano attorno a 10 °C, altrimenti è
consigliata la semina in serra. Negli orti
familiari e nei piccoli appezzamenti la semina è consigliata a 20 cm tra le file
Se si vuole indurre la pregerminazione si può
immergere i semi in acqua, avvolti in uno straccio, qualche ora prima
della semina.
Se risultano troppo fitte, si effettua il
diradamento delle piantine quando hanno emesso la quarta foglia e
raggiunto 2-3 cm di altezza.
RaccoltaIl
ciclo colturale della carota va da 70 a 120 giorni, in base alla
varietà; la raccolta dei fittoni avviene quando questi hanno raggiunto
la lunghezza apprezzabile della specifica cultivar: corta, semilunga,
lunga.
Nei piccoli orti si raccoglie manualmente secondo
le necessità giornaliere e settimanali; si può conservare in frigorifero
a 2-3 °C anche per tempi prolungati.
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